Il diario, il miglior amico dell’uomo

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Chi non ha avuto un diario da piccolo? Magari chiuso con il lucchetto, tutto colorato, con la scritta top secret, perchè quello era il nostro diario segreto. Righe fitte fitte dei nostri sogni, desideri, insuccessi e inconfessabili amori. Con disegnini, cuoricini, e magari la dedica dell’amica del cuore, perchè in quanto tale, poteva dare una sbirciatina ai nostri segreti. Poi si cresce, e tenere un diario diventa una cosa da bambini, e si smette di mettere su carta i propri pensieri. Che peccato; si perdono tante belle abitudini crescendo!

Personaggi illustri hanno tenuto un diario, a partire da  Leonardo da Vinci che aveva raccolto nei suoi taccuini, tutti i suoi disegni e grafici (dal 1478 al 1516), una testimonianza incredibile della sua vita privata; o Albert Einstein, con una sorta di diario di viaggio che conteneva le sue riflessioni, e le formule scientifiche; o i diari di Jack Kourack; più di 200 taccuini gelosamente custoditi dalla moglie, e pubblicati dopo la morte di lei, che raccontano un giovane Jack che confida alla carta le proprie ansie e  la proprie paure per l’insuccesso. E poi Emily Bronte, e i diari osè di  Anais Nin, e così via. Parole scritte che raccontano le loro  vite, le paure, i pensieri e i loro segreti da adulti.

Un bisogno naturale per l’essere umano, da sempre; un bisogno che abbiamo anche oggi, ma che adeguato all’era attuale di internet e dei social, diventa un raccontarsi pubblico, un apparire, senza andare in profondità. Puoi raccontare ogni momento della tua giornata in facebook, dire come ti senti e cosa pensi, cos’hai mangiato e che hai fatto il pisolino, ma sei protetto dalla virtualità della rete, anche con te stesso!

Scrivere in privato  significa affrontare sè stessi, vuol dire che non puoi nasconderti dietro il tuo pc, non puoi mentire a te stesso. E per questo è così importante: oltre al fantastico valore catartico della scrittura, tenere un diario aiuta a conoscerci meglio, a migliorarci, a monitorare i nostri progressi, e cambiamenti, verificando le nostre risposte a determinate situazioni, e rivedendole a distanza di tempo. Scrivere le nostre  ansie e paure drammatizzandole nella scrittura, aiuta a superarle, guardandole da un nuovo punto di vista.

Ma non solo; è importante segnare i propri piccoli successi, celebrandoli, e anche i fallimenti perchè rileggendoli possiamo trovare nuovi modalità di comportamento per non sbagliare nuovamente.

E se tutto questo non bastasse vi segnalo un post sul sito – bellissimo sito, ve lo consiglio davvero – Il mestiere di scrivere di Luisa Carrada che parla del diario creativo e della spiegazione che ne ha dato Teresa Amabile, docente alla Harvard Business School, e una delle maggiori esperte di creatività, soprattutto nel mondo del business, che sostiene come l’ utilizzo di un diario giornaliero sia un ottimo supporto per l’attività professionale.

“Cosa hanno in comune il generale Patton, la conduttrice televisiva Oprah Winfrey, il fotografo Edward Weston e l’artista Andy Wahrol?”

Tutti hanno scritto appassionatamente un diario per tutta la vita, dove appuntavano giorno per giorno dai grandi avvenimenti alle emozioni, fino a piccole scoperte e illuminazioni.
Sono o erano persone occupatissime, eppure hanno dedicato o dedicano alle note quotidiane almeno una parte, anche minima, della loro giornata. Perché? Per una loro eccentricità? Perché sono smemorati? O perché così è più facile passare alla storia?
No, solo perché scrivere un diario è terribilmente utile. Aiuta a conoscersi, a migliorare, a superare i momenti difficili. A vivere – come ci dice Teresa Amabile – una vita professionale felice, produttiva, creativa e piena di motivazione. Il sogno di tutti, insomma.

Va bene tutto; scrivere su carta o su pc, o sul proprio tablet, l’importante è scrivere per sè. Scrivere qualcosa ogni giorno; basta una parola, una frase.

Per quello che mi riguarda, anche se dipendo, mio malgrado, dal mio pc per lavoro, e scrivere su un blog è già di per sè tenere un diario, non posso fare a meno della carta, del suo odore, del suo inevitabile invito. Ho due diari cartacei su cui scrivo, idee, pensieri, frasi, momenti, e rileggerli mi aiuta molto anche ad orgnizzarmi, e pianficare meglio le attività.

Ed ora dimmi che non ti è venuta voglia di provarci…

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